Come scrivere un basso efficace

In questo articolo approfondiamo Il Basso, a partire dalla descrizione del suo peso spettrale per arrivare a come scinderlo in più parti per elaborarlo al meglio

Come scrivere un basso efficace e come  renderlo “sostanzioso”?

 

Quando parliamo di Basso, che sia acustico o che sia elettrico, questo ricopre sempre la stessa posizione nello spettro:
le medio-basse frequenze.

 

Il basso è uno degli elementi portanti della traccia:
•se assente, mancherà la pancia del brano.
•se esageratamente presente, si mangerà tutti gli altri elementi.

 

La domanda quindi è: “come si elabora un basso e come si gestisce il suo “peso” spettrale?”

 

In questo articolo – estratto dalla LEZIONE 1 del CAPITOLO 3 del corso FULL di MAT ACADEMY – si analizzano gli elementi di elaborazione del basso. Questo articolo è solo un’estratto dell’argomento completo che potrete approfondire nella nostra accademia –> per info www.mat-academy.com/online

 

È possibile suddividere il basso in tre parti fondamentali sulla base delle frequenze occupate nello spettro sonoro:

sub
•basse
•medie

 

 


La parte di Subbasse frequenze copre solitamente un range compreso tra 20 e 180 Hz circa e viene definito come la “pancia” del suono.

La parte riguardante le medie invece si può suddividere in due aree:

  • tra 250 e gli 800 Hz à presenza del basso.
  • tra 1000 e 1500 Hz à attacco del basso.

 

Suddividere il basso in tre “parti” permette di:

1) Controllare il corretto posizionamento spettrale nella MAT MIX ROOM;

2) Di costruire  vari layering  per rendere più denso e dinamico il movimento del basso.

3) Gestire al meglio il mixing.

 

Dunque: cosa significa ciò praticamente parlando?

Usiamo la metafora della terra, del cielo e delle stelle:

  • La terra : SUB BASS –> Il sub bass è l’elemento portante per eccellenza, è il tappeto sonoro sopra cui si siedono tutti gli elementi del brano e determina la profondità di tutto il mix. Quindi per renderlo efficace e per dare valore al suo ruolo portante, dovrà avere delle note molto lunghe (occhio a rispettare sempre le note stabilite dalla vostra tonalità), che sorreggano tutto il resto.
  • Il cielo : BASSE –> le basse, appoggiandosi alle note del SUB , devono ballare insieme alle SUB, non ribattendo le stesse note, con la stessa lunghezza e lo stesso timbro , ma devono creare un movimento generato da un riff dinamico che va ad incastrarsi tra il drum set e le SUB.
  • Le stelle : MID-BASS Layered –> create un layer diverso sopra alle vostre basse per arricchire ancora di più e rendere più incisivo il Bass Group. Siate delicati : tutto ha bisogno di una misura. Per questo dovete cercare di capire cosa manchi al vostro basso e dategli forza con il MID BASS.

 

Considerare gli strumenti non in quanto tali ma in quanto range di frequenze che occupano una determinata posizione nello spettro, evitando quindi sovrapposizioni con altri strumenti (che comporta somma di frequenze e cancellazioni di fase), porterà chiarezza, pienezza e dinamicità al vostro lavoro, prima ancora di arrivare alla fase di mixing.

Questa lezione è stata offerta dalla MAT-ACADEMY ed è solo un piccolo estratto del CAPITOLO 3 sul basso.

Il programma completo della nostra accademia comprende:

  1. INTRO&MINDSET
  2. LE DRUMS
  3. IL BASSO
  4. SINTESI SONORA DALLE ORGINI AD OGGI
  5. GLI ARMONICI
  6. IL CORRETTO FLUSSO DI REGISTRAZIONE
  7. LA STRUTTURA PERFETTA DI UNA TRACCIA
  8. IL MIX & IL MASTERING
  9. Industria Musicale, Marketing e le Leggi

 

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7 Febbraio 2019

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