LA LOUDNESS WAR E’ FINITA. FORSE.

Come ogni mese Alex Tripi e Nello Greco aka The ReLOUD, direttamente della MAT ACADEMY, rispondono alle vostre domande con preziosi tips & tricks. Questo mese tocca alla LOUDNESS WAR.

 

Michele A.: La mia traccia suona potente ma non come i pezzi in classifica. Se provo a “spingere” di più il suono si rovina. Che devo fare?

 

Ciao Michele, per rispondere alla tua domanda è d’obbligo approfondire alcuni concetti. Ogni traccia ha un limite massimo di volume a cui può suonare. Nel mondo del digitale il limite di volume è rappresentato dallo 0dBFS (lo zero nelle DAW per intenderci). Oltre questo volume i convertitori non riescono a capire come trasformare in corrente (necessaria a far muovere i coni delle casse) i dati in ingresso e il suono risulta corrotto (click, drops etc etc).

Il secondo concetto chiave da capire è l’RMS (Root Mean Sqaure) che in modo semplicistico può essere riassunto come il volume medio percepito dall’ascoltatore. Capiti questi due concetti posiamo introdurre sua maestà la dinamica. La dinamica percepita è la differenza tra il suono massimo e quello medio percepito, ossia lo “spazio” che i suoni hanno per variare di intensità ed esprimersi. A questo punto la domanda che tu hai posto dovrebbe assumere un’altra formulazione, ossia, quale è la dinamica giusta da avere in una traccia? Bella domanda, la risposta non è scientifica e varia in base a diversi fattori.

 

LA LOUDNESS WAR. PERCHE’.  E’ un dato di fatto che “più alto, più bello” è uno di quei tranelli in cui il cervello cade facilmente. Quando sentiamo una traccia che suona più alta ci sembra subito anche più bella. Questo fenomeno è diventato uno delle droghe dell’industria discografica degli ultimi decenni. Infatti, per uscire dal mucchio (e spesso per celare carenze nel contenuto artistico) nelle quattro decadi precedenti il livello medio di volume (RMS) è aumentato in modo indiscriminato.

 

A TUTTO C’E’ UN LIMITE. Ma se più alto è più bello, perché quando si parla della loudness war, lo si fa sempre con una accezione negativa? Una ragione esiste e va cercata nella natura stessa della musica. La musica infatti è generata dalla differenza di volume tra i diversi suoni. La musica esiste grazie alternanza tra silenzi e note. Se fosse tutto suono, non ci sarebbe musica, ma solo un muro di rumore. Se fosse tutto silente, non ci sarebbe musica, ma solo silenzio. La magia avviene quando questi due mondi si mischiano con equilibrio.

Ora, quando la dinamica è troppo poca (parliamo di livelli di -2/3 db di RMS rispetto agli 0db di picco) si rischia di premiare troppo il volume (che il cervello interpreta come bello) a scapito dell’alternanza, della ricchezza e della profondità dei suoni. Una canzone troppo compressa verso lo 0dBFS non lascerà spazio per sentire i dettagli, non darà la possibilità ai suoni di respirare. E’ come una stanza senza finestre, dove tutto è molto stretto.

 

LA GIUSTA DINAMICA. Qual è quindi la dinamica giusta per suonare professionale?

Disclamer: in questo argomento, ognuno dirà sempre la sua e ognuno ha ragione come nei commenti di calcio al bar. Quindi, Michele e tutti gli altri lettori, prendete quanto vi raccontiamo come il nostro personale consiglio. Consiglio comunque maturato dopo aver masterizzato una quantità infinita di tracce, aver analizzato migliaia di pezzi ed esserci confrontati con la conoscenza di, virtualmente, ogni key player nel settore. A nostro modo di vedere, una giusta dinamica professionale e adeguata allo standard dei giorni nostri, la si ottiene con un RMS tra i -5/-7 dB.  Questo livello sonoro conferisce competitività all’ascolto mantenendo al contempo pulizia, profondità e dinamica sufficiente.

 

MA NON SI PUO’ “SPINGERE DI PIU’”?

Ovvio! Ma ricordiamo sempre il seguente concetto: spingere molto il volume nella traccia la rende sicuramente più impattante nel breve periodo, ma perderà di bellezza e dettaglio, affaticando l’ascolto ripetuto e la longevità nel tempo. D’altro canto una maggiore dinamica può diminuire l’attrattività iniziale, ma renderà la traccia più pulita e dettagliata e piacevole all’ascolto, soprattutto ripetuto.

 

LA FINE DELLA LOUDNESS WAR? (FORSE) Inoltre, a confermare la nostra raccomandazione di premiare la dinamica al volume massimo (indiscriminato), interviene anche la nuova politica di ribasso automatico del volume medio che i maggiori portali di streaming a livello mondiale (SPOTIFY, APPLE MUSIC, YOUTUBE, PANDORA, DEEZER e molti altri) hanno cominciato ad applicare e che potrebbe con un sol colpo cancellare definitivamente la tanto discussa Loudness War. Infatti tutti i questi servizi stanno applicando un RIBASSO AUTOMATICO a tutte le tracce distribuite, portandole a suonare intorno ai -12db di RMS (Spotify ad oggi sembra, dopo diversi test, attestarsi intorno ad un -16db di RMS, Apple Music -12db di RMS, Youtube -9db di RMS).

 

Cosa significa tutto ciò? Significa che il vostro pezzo che in studio (o dal mastering engeneer) suona a -3db di RMS bucando i muri, una volta che viene automaticamente portato ad un volume di RMS intorno ai -12db suonerà, rispetto ad una traccia che aveva un RMS più basso del vostro, MOLTO PEGGIO! Questo perché alla diminuzione automatica degli RMS su tutti i brani, questi suoneranno tutti con lo stesso identico volume medio percepito, ma le tracce che prima del livellamento automatico dei volumi possedevano una dinamica maggiore, la manterranno, suonando rispetto alla vostra con più dettaglio sonoro e piacevolezza d’ascolto.

 

 

COME GESTISCO TUTTO CIO’? Ci viene in aiuto un piccolo trucco che i più esperti del settore orami applicano quotidianamente quando finalizzano una traccia. Infatti, per capire come suonerebbe la vostra traccia dopo il RIBASSO AUTOMATICO di volume si può usare la funzione SOUND CHECK di ITUNES. Una volta applicata (va accesa volontariamente) simulerà l’algoritmo dei portali di streaming (APPLE MUSIC) e metterà in play ogni traccia che gli date in pasto con il volume armonizzato e ribassato. In questo modo potrete testare prima di finalizzare il vostro prodotto come lo stesso suonerà rispetto a qualunque traccia eliminando l’effetto differenza volume. Vi renderete subito conto con le vostre orecchie come una traccia con dinamica maggiore suonerà 100 volte meglio di una con dinamica schiacciata! Provare per credere.

 

PER CONCLUDERE quindi, il consiglio che ti diamo è che forse, alla luce di tutto ciò che abbiamo appena descritto, non è tanto la caccia all’ultimo decibel che ti deve guidare, ma la scrittura di qualcosa che sia davvero unico e che inviti gli ascoltatori a dedicarti il loro tempo. Infatti, se i vari distributori musicali continueranno con questa politica dell’abbattimento automatico del volume, non dovremo più guardare se un meter ci dice -2db o -3db di RMS, ma potremo finalmente chiudere una traccia quando suona semplicemente interessante, pulita e dinamica alle nostre orecchie. Perché cosa è la musica se non qualcosa che deve semplicemente emozionare ed essere piacevole da ascoltare?

 

E se vuoi un po’ di volume… vai… dai “pompa” quest’impianto! Altrimenti cosa ce li hanno messi a fare i controlli del volume?

22 September 2017

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