I 5 ERRORI PRINCIPALI NEL SUONO DI UNA TRACCIA
26 Ago 2015

I 5 ERRORI PRINCIPALI NEL SUONO DI UNA TRACCIA

In questo articolo

26 Ago 2015

In questo articolo vedremo i problemi principali che dopo l’ascolto di innumerevoli produzioni di giovani produttori possiamo affermare essere i TOP 5 MISTAKES che vengono commessi. Vedremo anche come cercare di risolverli con piccoli tips che tornano sempre utili

Oggi giorno infatti è davvero facile arrivare a produrre materiale di qualità in studi da poche centinaia di euro. Ovviamente, mentre da un lato questo apre a innumerevoli possibilità per il mercato discografico, spesso, il suono che si raggiunge non è allo standard qualitativo necessario per una produzione globale. Tralasciando l’argomento della loudness war che copriremo in un altro post, la verità è che l’ascolto in ambienti non trattati in cui oggi molte tracce vengono prodotte, porta ad errori molto frequenti che possono distruggere completamente il feeling di una traccia.

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MISTAKE 1: “COMPRIMIAMO TUTTO. SI SENTI COME POMPA!”

Alzi la mano chi di noi non ha mai messo l’ennesimo compressore spingendo bene la threshold in basso cercando di far schizzare il suono fuori dalle casse. Il problema è che mentre il compressore se usato adeguatamente e moderatamente (come tutto del resto) può essere un alleato d’oro per la riuscita di un suono o di un mix,

se usato in modo estremo può distruggere il PUNCH, la FRESCHEZZA e la POTENZA del vostro mix.

Ovviamente tralasciamo i casi in cui la over-compressione è usata in modo creativo come per i primi suoni dei DAFT PUNK per esempio dove la over compressione era usata per creare un suono particolare e distintivo. Ovviamente però, per ovviare ai down-side di questa pratica i famosi robot francesi mettevano in campo svariate altre tecniche per recuperare la dinamica, il punch e la potenza finale dei loro mix. Per semplicità in questo post ci limiteremo alle tecniche per lavorare adeguatamente con la compressione.

La soluzione: Abbassate la compressione sui vostri canali. Ogni traccia deve avere una riduzione di db “gentile” di max 3-4 db per le vostre tracce. Se sentite la necessità di metterne di più, probabilmente, il suono è sbagliato. Se invece state cercando un effetto creativo, ok, ma non potete farlo su ogni traccia. Non si può arrivare al master bus con compressione su tutti i canali estrema. Ammazzerete l’aria nella vostra traccia.

Troppe Alte

MISTAKE 2: IL MISCUGLIO DELLE ALTE

Spesso un suono ben definito sulle alte frequenze ci piace molto perché fornisce freschezza e aria ad un pezzo o un suono. Purtroppo però,

le frequenze sopra i 12Khz, se usate in modo scorretto possono portare a fastidiosi sibili e ad una durezza complessiva della traccia

risultando in un ascolto fastidioso. Vi sarà sicuramente capitato di sentire una traccia che alzandola troppo risultava sgradevole all’ascolto a causa di una fastidiosa risonanza o eccessività sonora nelle frequenze alte. Questo, raramente succede per le tracce dei PRO mixate da mix engineer bravo. Perché loro conoscono questo fenomeno e lo controllano. Avere un buon pezzo che pero non è piacevole ascoltare, è come avere un brutto pezzo.

La soluzione: Cercate di avere pochi elementi che suonano sopra i 5Khz e veramente pochi sopir i 12Khz. Ciò non significa che queste zone dello spettro sonoro devono essere lasciate vuote o “scarne”, ma bisogna evitare quello che possiamo impropriamente chiamare “MISCUGLIO DELLE ALTE”. Scegliete accuratamente i suoni principali che volete tenere in questa parte dello spettro e filtrate tutto il resto con un LOW PASS FILTER o un EQ (meglio il secondo, in quanto crea meno notch e lascia più headroom rispetto al filtro – concetti che riprenderemo in un altro post) lasciando quindi spazio a questi suoni. Inoltre sui singoli suoni applicate sempre un EQ e tagliate un pochino di alte con una curva abbastanza ripida (12 o 24 db ad ottava) come a dare una “LIMATA” agli angoli del suono. Troverete subito un giovamento nell’ascolto della traccia e una maggiore chiarezza

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MISTAKE 3: TROPPO RIVERBEROOOOOOOOOOOOOOO

Il riverbero è un effetto fondamentale per il suono di una traccia. Il cervello è da sempre abituato a collocare gli oggetti nello spazio attraverso diversi sensi. Uno di questi è l’analizzare i riverberi prodotti dai materiali o dalle persone (voce o movimenti) nello spazio.

Senza che ve ne accorgiate, anche in questo momento il vostro cervello sta facendo questi calcoli con ogni suoni che avete intorno.

Una canzone o uno strumento senza un minimo di riverbero (che può esistere per un uso creativo) è un suono che “suona male” per il nostro cervello in quanto “innaturale”. L’errore però è dietro l’angolo. Usare TROPPO riverbero o un riverbero sempre diverso sui suoni (magari lasciando quello del preset del synth che avete usato) possono indurre il cervello in errore e confonderlo, rendendo l’ascolto ancora più confuso. Inoltre, ricordate: IL RIVERBERO è UN SUONO. Non è aria poggiata li. Il riverbero è come un suono di SYNTH. Occupa spazio e frequenze. Troppo riverbero è come aggiungere synth, su synth, su synth. Una canzone con decine di synth è confusa. Così una canzone con troppi riverberi.

La Soluzione: Usate lo stesso set di riverberi sulle vostre tracce (uno corto, un plate e un hall a seconda dei suoni e della necessità) eliminando quelli dei singoli synth. Inoltre ogni volta che mettete un riverbero su un suono, alzatelo fino che lo sentite e poi levate 4db circa, ossia fino quasi a non sentirlo più. Fidatevi è li che deve stare. La somma di ogni riverbero creerà il giusto spazio e i suoni sembreranno tutti “INSIEME” in uno spazio unico.

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MISTAKE 4: Il Buco 1-4 KHz. 

L’orecchio umano per sua conformazione fa più fatica a percepire con chiarezza cosa “succede” nelle basse frequenze (sotto i 300hz) mentre riesce a distinguere facilmente ciò che succede nelle alte frequenze. Mettiamo questo con la costante voglia di “BOTTA” nelle tracce dance/Club o similari e capiremo perché molti produttori si focalizzano spesso quasi esclusivamente su far suonare bene la parte del BASSE.

Il problema però è che una traccia può risultare solida sulle basse ma molto FINA e SPENTA in generale se non ha una fascia 1-4Khz adeguata.

È la parte sonora dove si percepisce maggiormente lo stereo field dove la potenza del basso si scolpisce nella mente attraverso le melodie dei medi. Non avere suoni che vivono in queste frequenze ma coprirle solo le code dei bassi o delle alte risulterà sicuramente in un suono “POVERO” e “AMATORIALE”

LA SOLUZIONE: Cercate di avere suoni che “nascono” in queste frequenze e soprattutto cercate di avere più VOLUME in questo range. Aprite un VISUALIZER o un analizzatore di SPETTRO (Ableton a il suo oppure usate plugin di Eq come il FAB Filter Q che ne ha uno interno) e cercate di capire il volume medio delle tracce PRO del vostro genere raggiunto nella fascia 1-4Khz. Agite successivamente sulle vostre tracce in questa fascia di frequenze cercando VOLUME (con EQ o nuovi suoni).

 

Explosion

MISTAKE 5: LE SUB FREQ ESPLOSIVE

Come detto in precedenza avere delle basse che “POMPANO” è il sogno di ogni electronic producer di oggi. Ma

avere CHIAREZZA nelle basse è altrettanto importante se non più importante.

Spesso nella ricerca delle basse perfette si creano catene di Fx infinite tra compressori, EQ e chi più ne ha più ne metta. La verità è che spesso la mancanza di “POMPA” è dovuta a mancanza di CHIAREZZA. Ossia il basso e il Kick non si lasciano spazio ma si accavallano sovrapponendosi.

La Soluzione: senza entrare nelle varie tecniche di side-chain o gate che copriremo in altri post, la prima cosa da controllare è la LUNGHEZZA dei suoni. Spesso è una lunghezza sbagliata a creare il problema. Cercate di avere solo uno dei due suoni (KICK O BASSO) con DECAY o SUSTAIN lunghi mentre l’altro a compensare. Potete intervenire sul kick anche se è un campione modificandolo con lo stretch della vostra DAW (cercando di mantenere il pitch desiderato) o sul vostro basso con i comandi SUSTAIN / RELEASE / DECAY. Quando troverete la lunghezza giusta, lo sentirete. Semplice così come è scritto. “Giocate” con quei parametri fino a che non sentirete il GROOVE cassa/Basso “tararsi” e lavorare come un tutt’uno.

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